Non è affatto semplice orientarsi tra le diverse offerte formative quando arriva il momento di scegliere quale percorso intraprendere per prepararsi a diventare un trainer all’altezza di un ruolo che implica anche responsabilità.

Il profilo dell’utente medio di una palestra si è modificato sensibilmente negli anni e ora presenta caratteristiche sostanzialmente diverse rispetto a qualche decennio fa, allontanandosi sempre più da quelle che contraddistinguevano lo sportivo per eccellenza, abituato alla pratica sportiva, agli allenamenti impegnativi, alla competizione, prima di tutto con se stesso, e alla prestazione da migliorare sempre.

Adesso vediamo in palestra perlopiù “persone comuni” che non hanno un trascorso agonistico, ancorché a livello dilettantistico, e che non sono abituate nemmeno a frequentare luoghi e ambienti, come gl spogliatoi di una palestra, le sale attrezzi o le sale corsi che, soprattutto all’inizio, possono mettere a disagio e far sentire inadeguati.

Le richieste non sono più prevalentemente orientate alla performance, con l’obiettivo del confronto agonistico, ma alla salute, al benessere, all’estetica e, negli ultimi anni, alla longevità. Pertanto, una varietà di richieste che possono essere soddisfatte attraverso l’esercizio fisico costante che prima di tutto deve diventare stile di vita, quindi un’abitudine sana insieme alla corretta nutrizione, ad un adeguato risposo e a tutti quei fattori che rappresentano quella combinazione di elementi ideale per poter vivere in salute e in armonia con se stessi e con gli altri anche in età avanzata.

L’età media dei frequentatori di fitness club si è notevolmente alzata, per effetto di una maggiore consapevolezza, prima quasi inesistente, che una regolare attività fisica è alla base della propria salute anche mentale a prescindere dagli anni che si hanno, e questo è un altro aspetti di cui tenere conto. Solo venti/trent’anni fa era più difficile trovare in palestra persone che superassero i cinquant’anni e a partire dai sessanta si veniva indirizzati ai corsi collettivi denominati nei modi più disparati e fantasios, come “anni azzurri”, “anni argento”, “terza età”, quasi a voler sottolineare e accompagnare il naturale declino fisico.

Negli ultimi tempi si possono incontrare frequentatori di sale attrezzi che hanno superato ampiamente non solo i sessanta ma anche i settanta e più anni, in molti casi agevolati dal fatto di essersi sempre allenati nella vita e abituati all’esercizio fisico.

In un contesto del genere un trainer ha la necessità di prepararsi a trattare soggetti molto diversi tra loro, con caratteristiche, obiettivi, attitudini e abitudini differenti, richiedendo al professionista la capacità di dar risposte adeguate ad ogni singolo caso. Ed è qui la vera difficoltà di chi ricopre questo ruolo: sapersi relazionare con ciascuno in modo da far emergere i bisogni reali e proporre una strategia adatta a soddisfarli.

Il rischio di somministrare a tutti, in funzione dell’anzianità di allenamento, gli stessi programmi è sempre dietro l’angolo ma questa non è la soluzione corretta, anche se senza dubbio quella più comoda.

Nondimeno, il trainer di corsi collettivi si trova ad affrontare il difficile compito di rendere il più possibile una lezione adatta a tutti i componenti della propria classe, generalmente anche piuttosto eterogenea. Deve saper accogliere, coinvolgere, emozionare, motivare e offrire la stessa attenzione ad ognuno e non solo ai veterani della prima fila.

Negli anni le attività di gruppo si sono trasformate, evolute e moltiplicate a dismisura, tanto che ogni istruttore è quasi obbligato ad aggiornarsi costantemente per tenere il passo tra vecchie e nuove proposte.

Questo è lo scenario in cui ci trova ad operare ed è inconfutabile che le conoscenze, le competenze e le capacità di un trainer moderno debbano essere maggiori rispetto a quelle richieste in passato. Non possono essere frutto di improvvisazione e pressapochismo ma costruite nel tempo con grande impegno e dedizione con la passione che generalmente anima chi si dedica a questo mestiere.

Ci prepariamo ad affrontare la prima sessione didattica del nuovo anno proprio con l’obiettivo chiaro di continuare ad offrire a chi intende la professione del trainer con questo spirito, una serie di opportunità di alto profilo grazie alle quali raggiungere la preparazione necessaria ad assumersi la responsabilità di fornire risposte concrete ad ogni esigenza.

Un programma formativo come sempre ampio, nel quale trovare sia percorsi base adatti a chi inizia, sia percorsi di specializzazione pensati per chi vuole progredire nella propria professione.

Sei aree tematiche, di cui cinque rivolte a ruoli tecnici ed una a ruoli gestionali. Ed una vasta proposta di corsi in preiscriione, quindi in promozione, per chi ne approfitta entro i termini specificati (il 16 gennaio sarà l’ultimo giorno).

Immancabili i due corsi must del nostro catalogo che da quasi trent’anni contribuiscono a formare gli istruttori di sala attrezzi e sala corsi: il Corso per istruttore di fitness e body building e il Corso per istruttore di fitness musicale e tonificazione.

Due corsi che non lasciano nulla al caso, contemplando un programma articolato su diverse discipline che andranno a formare i nuovi trainer in possesso di capacità tecniche ma anche relazionali, ormai ritenute irrinunciabili.

E poi tutti gli altri, per diventare istruttore di Acquafitness, di Pilates Matwork, di Indoor Cycling, di FitBoxe, di Walking ecc.

Investire in formazione ripaga sempre, nel breve e nel lungo termine, poterlo fare risparmiando diventa ancora più interessante.

 

 

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